MI/ARCH 2014

miarch2014

cg parteciperà alla presentazione dello IED a MI/ARCH il prossimo giovedi 16 ottobre alle 16.00 al
Politecnico di Milano
via Edoardo Bonardi 9 a Milano
edificio Trifoglio, aula T2.2

Conferenza IED
SMART CITIZENS – Il design al servizio della riprogettazione della città

Relatori
// Carlo Forcolini, designer e vicepresidente IED
// Salvatore Amura, direttore Accademia Galli Como
// Riccardo Balbo, architetto e direttore IED Torino
// Cesare Griffa, coordinatore del Master in Sustainable Architecture – Smart Building and Urban Innovation di IED Torino
// Matteo Moscatelli, architetto e docente di IED Milano
// Angelo Perrino, direttore Affaritaliani.it
Modera Alessandro Rimassa, direttore Scuola di Management e Comunicazione IED

Abstract

IED partecipa a MiArch con una conferenza dedicata al futuro delle città, dal titolo “Smart Citizens: il design al servizio della progettazione della città”, incentrata sull’usabilità delle nuove città da disegnare su esigenze mutate e in fase di mutamento. La conferenza porta la visione di IED sul cambiamento delle città, partendo da un dato eclatante: nel 2030 il 70% della popolazione mondiale vivrà nei grandi centri urbani, è quindi necessario ripensare la città a fronte di un numero sempre più alto di abitanti e di un cambiamento di bisogni e servizi. I relatori, attraverso interventi di analisi e visione, affronteranno i diversi temi connessi con la città, partendo dalla relazione tra sviluppo e progresso, per concentrarsi quindi sull’interazione tra media e cittadini, sulla sostenibilità ambientale, economica e civica, sulla mobilità alternativa, sulle relazioni tra istituzioni, scuole, luoghi di cultura e la città stessa e sull’economia collaborativa.

Una panoramica di pensiero e visione che, attraverso la cultura del progetto, indaga la funzione del design nella città che cambia, convinti del fatto che non basti pensare a una smart city, città intelligente, dal punto di vista tecnologico se non si sviluppano connessioni tra cittadini. Sono gli smart citizens, abitanti di una rinnovata human-centered-society, che possono modificare nel profondo la città di oggi e diventare protagonisti di una città di domani progettate su esigenze rinnovate di relazione e partecipazione.

Abstract intervento di cg: Tre forme di intelligenza.

Cittadini intelligenti.
Il comportamento responsabile dei cittadini è il requisito primario per ridurre l’impronta sul pianeta degli ambienti costruiti. Azioni semplici come spegnere le luci inutili, ridurre i consumi idrici, sono condizioni necessarie ma non sufficienti per salvare il pianeta. La prima forma di intelligenza da coltivare è quasi banale: si chiama educazione e cultura. E’ necessario che noi, e i nostri figli, sviluppiamo e interiorizziamo sempre più le nostre coscienze ambientali. Come si fa a creare dei cittadini intelligenti?

Creature architettoniche intelligenti.
Se un cittadino intelligente ha a sua disposizione degli strumenti a loro volta intelligenti, allora le probabilità di comportamenti virtuosi aumentano. Strategie progettuali che migliorino i comportamenti energetici dell’ambiente costruito in modo sia passivo che attivo sono alla base di una architettura sostenibile. L’integrazione di sistemi nervosi artificiali composti da sensori, schede elettroniche programmabili e attuatori di vario tipo, nei componenti costruttivi di cui è fatta l’architettura trasformano il materiale minerale morto di cui sono tradizionalmente fatti gli edifici in materia sensibile vivente. Le architetture acquisiscono la potenzialità di diventare creature in grado di essere informate e istruite, come i cittadini che ci vivono dentro. Le architetture potranno davvero diventare intelligenti?

Processi produttivi intelligenti.
I processi produttivi in cui sono coinvolti i cittadini e attraverso cui sono progettate e realizzate le nuove creature architettoniche hanno un’importanza cruciale nello sviluppo di ambienti urbani sostenibili. La logica del massimo profitto che guida l’economia del presente si basa sulla crescita illimitata e il conseguente utilizzo illimitato di risorse. Le risorse sono però limitate, ed è quindi necessario che le economie urbane future trovino altre vie. Una strada che oggi sembra promettente è quella della condivisione. il modello Open Source è in una fase di grande sviluppo e l’idea che le scoperte vadano condivise in modo da potersi sviluppare attraverso il lavoro di comunità potenzialmente molto estese, anziché essere secretate e protette per garantire il profitto di pochi, sembra un modello intelligente. Quali saranno i processi intelligenti su cui si baseranno le nuove economie urbane?

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