micro-inchiesta sul valore economico della formazione post universitaria

Avviamo una piccola indagine per cercare di capire quanto chi si forma in architettura in italia sia disposto a investire per una formazione post-universitaria professionalizzante che possa offrire ragionevoli sbocchi per futuri lavori. Il modello di riferimento è quello dei master di progettazione internazionali con strumenti e tecnologie digitali evolute applicate all’architrettura (tipo Architectural Association, IAAC…), con un impegno a tempo pieno da parte degli studenti, classi di 20-30 persone che lavorano con una didattica a “workshop” in spazi-studio dedicati,  e un corpo docenti capace di garantire almeno 2 docenti per studio. L’attività didattica può essere completata con una serie di “lecture” organizzate ad hoc. Il tutto in inglese naturalmente.

Ragazzi, se ci fosse in italia una istituzione che offrisse questo genere di corso, potrebbe interessarvi? se si, quanto sareste disposti a investire? Abbiamo creato un range che va da “non mi ineteressa” fino a “20.000 €” con possibilità di commento aperta. Siamo curiosi…

Comments
3 Responses to “micro-inchiesta sul valore economico della formazione post universitaria”
  1. griffa says:

    questo post ieri ha generato una piccola discussione su fb, che riporto di seguito:

    Davide D. Ottima iniziativa Cesare!

    Andrea G. ‎:-) fammi sapere i risultati! sono molto curioso!

    Fabio C. Iniziativa interessante ma temo che il problema sia legato sopratutto all’accessibilità per gli studenti appartenenti a basse fasce di reddito.
    Si potrebbe pensare a un sistema simile alle graduatorie dell’ufficio outgoing del politecnico per le esperienze all’estero ma che tenga conto delle fasce di reddito.

    Cesare G. sono d’accordo, però è anche vero che il costo di questo tipo di corso è dovuto alla qualità dell’insegnamento… si potrebbe pensare a delle convenzioni con qualche istituto finanziario specializzato in micro-credito…

    Fabio C. sisi io ovviamente ho presentato il punto di vista di uno studente, non sono entrato nel merito dei costi perché non li conosco nel dettaglio, logicamente la qualità dell’insegnamento (mi sembra di aver capito che ci sarebbero pochi allievi ma ben seguiti dai docenti)e degli insegnanti è un valore aggiunto.
    Ovviamente il fatto di avere un corso di questo tipo in Italia taglierebbe già le spese di viaggio per un corso equivalente ma che si trova all’estero!

    Marco C. Interessante! Da studente mi piacerebbe ci fosse, però non penso che la gente si faccia del male votando da 16.000 a 20.000 come appunto si nota dal sondaggio finora… mancano anche delle garanzie sull’utilità di un tale corso per fini lavorativi, bisognerebbe chiedere a chi ha svolto corsi simili allo IAAC o alla AA se ha avuto rientri tali da giustificarne le spese e quanta percentuale di essi ha trovato effettivamente occupazione grazie a tali conoscenze… e poi quali fattori determinerebbero una variazione di prezzo simile? Le tecnologie fornite e la quantità/qualità dei docenti? O appunto anche una previsione di rientro dei costi all’investitore? Potrebbe anche essere sovvenzionato dalle stesse aziende che poi potrebbero assumere?

    Federico R. ‎@Marco: dopo l’AA i rientri difficilmente ci sono e se ci sono dipende molto nell’essere nel posto giusto al momento giusto…forse meglio un MBA alla LSE…li si che hai il ritorno…:-) good luck

  2. griffa says:

    altri commenti da fb:

    Claudia P. beh fede – non rischiamo di fare della matematica 1+1 – valuterei il rientro in modo + olistico e/o sistemico … anyway sempre un po’ polemico tu … se ricordo bene dai tutorial di dip12 :-)

    @ cesare: cool idea —

    @ marco: il ritorno si valuta non solo sulle materie insegnate ma anche in base al network in cui la scuola e’ inserita e all’ambiente culturale in cui l’apprendimento avviene…in modo che venga garantito un apprendimento + completo ed una capacita maggiore di utilizzo e riterpretazione di quello che viene appreso da parte dello studente.

    le scuole che vengono nominate (chi piu’…chi meno…e comunque in modo molto diverso) hanno una tradizione che garantisce queste due componenti – in una scuola nuova credo sarebbero necessari almeno 4/5 anni per poter garantire un certa maturita di scambi interni ed esterni…per cui forse personalmente partirei con micro-cellule di insegnamento…ma qui si va troppo nel dettaglio…e ci possono sicuramente altri fattori che possono giustificare l’investimento che da questa postazione di FB e’ quite difficult giudicare.
    Ieri alle ore 17.14 · Mi piace · 2 persone

    Federico R. La mia era una semplice provocazione…poi del resto quando uno studente decide di fare certe scelte penso che lo faccia per vocazione e non per avere un ritorno economico sicuro…la dip12 e’ stata la miglior scelta che ho potuto fare e le mie polemiche erano costruttive…del resto con la nuova riforma browne per l’higher education penalizzerà le aree con minor ritorno economico…sfortunatamente.
    21 ore fa · Mi piace

    Cesare G. ragazzi, grazie dei commenti… motlo costruttivi :-) la vera domanda è: perché uno studente sceglie una scuola piuttosto che un’altra? domanda semplice, che richiede probabilmente una risposta olistica… vero claudia?
    a presto :)

Trackbacks
Check out what others are saying...
  1. […] piccola poll di ieri sul valore economico della formazione universitaria (link) mette in evidenza quanto poco faccia parte della cultura studentesca italiana l’idea di […]



Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: