gioiosa marea

CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE PER LA RIGENERAZIONE URBANA DEL CENTRO STORICO DI GIOIOSA MAREA

7 SCENE IN CERCA DI AUTORE

PROPOSTA METODOLOGICA

Gente autentica, i gioisani. Gente a cui piace esprimersi, a cui piace parlare e dire la propria, che ama valorizzare i talenti piccoli e grandi di cui si è dotati e che in modo simpatico e disimpegnato ama condividerli con la comunità. Lo si vede osservando i visi dei gioiosani che si affacciano su internet. Sono tanti. Di tutte le età. Amano mostrarsi e raccontare ciò che succede nel loro piccolo grande paese. Una successione di feste, di serate, di gente che, oltre a coabitare in uno stesso luogo, si incontra e partecipa attivamente alla vita comunitaria.

Da un lato naturalmente protagonisti e dall’altro collettivamente uniti. Sono così i gioiosani. Una sorgente di umanità che proprio per le sue caratteristiche non può non essere considerata una risorsa centrale nel processo di realizzazione del progetto.

Se le dinamiche sociali e culturali che animano una comunità definiscono i presupposti su cui una determinata architettura si realizza, la presenza dei gioiosani come comunità di riferimento che fa riflettere sull’importanza di individuare un metodo che fin nelle sue fasi iniziali preveda la partecipazione e l’interazione reale della cittadinanza nella definizione delle caratteristiche finali e complessive del progetto.

La proposta mette quindi in atto un percorso metodologico che non solo coinvolge, ma integra la creatività collettiva dei gioiosani attraverso la previsione di spazi di intervento a loro dedicati. Ciò nell’ottica di condurre un processo di pianificazione territoriale compartecipato e dunque realmente sensibile alle esigenze e ai desiderata espressi dalla comunità.

Pertanto, il progetto sposta l’attenzione dalla funzione dei luoghi – istituzionale, religioso, ricreativo, aggregativo – alle persone che li vivono, con le loro sensazioni e interpretazioni, ponendo quindi l’accento sulla “relazione”, vera e quotidiana, che ne determina il carattere.

Ad oggi la città di Gioiosa Marea si presenta come un arcipelago di luoghi indipendenti la cui connettività reciproca non è esplicita (il municipio, la chiesa, Via Mazzini, il Canapé, la stazione, la spiaggia). Attraverso un intervento di sistematizzazione dei principali nodi architettonici e viari, il progettista traccia il percorso lasciando ai gioiosani l’opportunità di agire sulla qualificazione degli specifici luoghi individuati e di modificarli/adattarli in funzione del tipo di attività che vi si svolge realmente.

IL CONCEPT: LA CITTA’ COME SPAZIO SCENICO

Viene naturale associare metaforicamente il processo metodologico e progettuale al mondo teatrale, in virtù della naturale inclinazione sia dei gioiosani ad essere attori, sul web, in tv o sulla strada, sia della città di Gioiosa Marea a prestarsi come scenografia ideale per rappresentazioni di stampo religioso e non.

Il linguaggio teatrale è un codice universale, immediatamente comprensibile, che ben sintetizza la dinamica interattiva alla base del progetto. Gli edifici di una città, così come un testo teatrale, acquisiscono senso soltanto nel momento in cui entrano in relazione con le persone che li dovranno vivere e quindi interpretare.

Il processo di costruzione dello “spettacolo” si articola in quattro step:

STEP 1 – Il progettista definisce il canovaccio

Il progettista individua i luoghi della città che, in risposta alle esigenze di riqualificazione emerse e alla rilevanza identitaria e comunitaria, rappresentano i nodi centrali del tessuto urbano. I luoghi della città sono le scene in cui l’opera avrà luogo. Così come una storia si realizza in una sequenza di scene, il progettista determina il percorso fisico che collega i luoghi, definendo lo spazio scenico, da un lato, e creando le premesse affinché la storia si sviluppi secondo un percorso di narrazione logico e consequenziale, dall’altro.

Parallelamente, il progettista mette a disposizione un sistema di arredi scenici (caratterizzati da forme e funzionalità diverse, alternative le une rispetto alle altre) destinati ad attrezzare le scene/i luoghi.

Il progettista si limita a definire le qualificazioni d’uso degli oggetti (sedersi, appoggiarsi, ripararsi…), offrendo un ventaglio di potenzialità la cui realizzazione prevede inevitabilmente l’intervento dei cittadini: gli unici realmente in grado di combinare questi oggetti sulla base dell’effettiva esperienza che hanno del luogo.

STEP 2 – I cittadini scrivono la sceneggiatura

In occasione della fase di consultazione del progetto, i cittadini di Gioiosa Marea sono chiamati ad interagire attivamente affinché il progetto si completi.

L’elenco di arredi scenici che compone il sistema scenografico di base è messo a disposizione dei cittadini, affinché essi creino la composizione scenografica adatta ad ospitare le storie che in questi luoghi prendono vita. I cittadini hanno così modo di dare un significato concreto, partecipativo e condiviso al progetto, redigendo in prima persona la sceneggiatura del loro quotidiano.

Lo step 1 e lo step 2 corrispondono alla fase 1 del concorso di idee

STEP 3 – Il progettista allestisce la scenografia

Al termine della consultazione le proposte creative, insieme con i questionari disposti dall’Amministrazione, ritornano al progettista, il quale dà loro forma materializzando così la scenografia a partire dagli stimoli provenienti dai cittadini.

STEP 4 – I cittadini vanno in scena

Definito lo spazio scenico e le scenografie, i gioiosani diventano finalmente gli attori dello spettacolo di cui sono stati co-autori. Uno spettacolo nel quale la città si offre nella forma e nei modi che gli stessi gioiosani hanno deciso: il miglior palcoscenico della quotidianità cittadina.

credits:
cesare griffa, sara bigazzi, pamela pelatelli , federico rizzo

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