Archiparchi #3

cg article Archiparchi #3: navigando nei parchi digitali has been published in Parchi – Cultural review on nature reserves (four-montly review), n.52/2008, Federparchi Editore, January 2008, ISSN 1127-7300, pp.116-117

http://www.parks.it/federparchi/rivista/

numero tre: parchi digitali

 

Puntata un po’ particolare questa di Archi-Parchi: dopo aver esplorato un grande parco affacciato sul mare (le Cinque Terre) ed un grande parco alpino (il Gran Paradiso), spingiamo oggi l’esplorazione verso l’immateriale mondo dei parchi in Internet.  Navigando nei siti dei parchi, si trovano grandi quantità di informazioni di carattere generale e approfondimenti sulle specificità ambientali e faunistiche, con particolari attenzioni alle politiche adottate per la salvaguardia. E’ spesso difficile però farsi un’idea della situazione del costruito all’interno dei parchi naturali.

Come abbiamo visto nei due casi esplorati finora da Archi-Parchi, il costruito non rappresenta una questione secondaria sul territorio di molte aree protette, ma viene spesso messo in secondo piano dalle più affascinanti faccende naturalistiche. Per farsene una immagine, esplorando il mondo delle reti, bisogna quindi studiare degli stratagemmi articolati. Un buon modo per iniziare la ricerca è, ovviamente, chiedere a Google cosa ne pensa. Abbiamo provato a lanciare una serie di ricerche: l’espressione “area protetta” produce 1.700.000 risposte. Restringendo il campo di azione, con l’introduzione della parola “architettura” nel campo di ricerca, le risposte scendono a 253.000, mentre con la parola “costruito” si va a 260.000. Questo primo paragone porta a pensare che il costruito abbia un’importanza di circa il 15% rispetto al mondo dei parchi.

Per capire invece l’importanza delle “aree protette” rispetto alla comunità di Internet si impone un paragone con una ricerca su una delle parole più usate in rete. Immettendo nel campo di ricerca l’espressione “la parola più usata in rete”, Google ci risponde attraverso il sito di “Repubblica” dicendo che si tratta della parola “sex”. Proviamo con la sua traduzione italiana “sesso”: googleando “sesso” si ottengono 24.000.000 di risposte, il che ci porta a pensare che le aree protette (con1.700.000 risposte) abbiano un peso di circa il 7% rispetto alla parola più usata in rete in italiano. L’inglese “sex” produce invece la bellezza di 520.000.000 di risposte. Paragonando questo risultato con l’inglese “protected area” che produce 70.000.000 di risposte si ottiene un peso di circa il 14%. Aggiungiamo ancora “architecture”, e le risposte scendono a 1.830.000, corrispondenti ad un peso di circa il 2%.

Ricapitoliamo velocemente: in italia, le architetture occupano il 15% delle aree protette, che a loro volta occupano il 7% della “parola più usata in rete”. Mentre nel mondo, le architettura occupano il 2% delle aree protette, che a loro volta occupano il 14% della “parola più usata in rete”.

Ovviamente questi numeri sono i risultati di un giochino dallo scarso valore scientifico, ma che forniscono una immagine leggera e divertente dell’importanza del costruito nei Parchi, e dei Parchi nella società. Appuntamento al prossimo numero con una esplorazione più tradizionale di un’altra area protetta costruita.

 

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